LA FAVOLA DEL TORDINONAUn teatro come l’araba fenice di Renato Giordano Estratti dal Volume “La Favola del Tordinona” di Renato Giordano. Volume con la storia del Teatro e moltissime testimonianze Di artisti che hanno lavorato Al TORDINONA. Edizioni PAGINE, dicembre 2007. Il volume si può acquistare Facendone richiesta a € 12,00. |  Lamberto Picasso e Pirandello al Tordinona |
CAPITOLO II
“IL Pirandello era un teatro gestito da una nana, un gobbo e una zoppa. La Lelio, Balbo e la Dora Calindri…” Così potrebbe iniziare una storia, quasi una favola, che volesse raccontare quello che è successo negli anni di vita del Teatro Tordinona. Diciamolo subito: chi sta scrivendo lo gestisce (in questo momento) da circa TRENTA ANNI.
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Trent’anni, sono molti, se poi scoprendo gli altarini diciamo che ho cinquantacinque anni, allora facendo un calcolo semplice semplice vuol dire che sono entrato nel Tordinona a venti cinque anni, e ci ho convissuto quegli che sono gli anni più importanti di una vita. Spesso quando si scrivono libri che in qualche modo vogliono tramandare una MEMORIA culturale evitando così che si disperda si finisce per diventare o troppo tecnici o troppo enfatici. Io sono anni che penso a quanto sarebbe bello invece raccontare la storia delle persone, tutte le emozioni che ha dato, tutti i ricordi anche privati, anche indecenti, che inevitabilmente poi vanno persi, cancellati, come le chiacchere dei teatranti a cena dopo uno spettacolo. Ogni volta che qualcuno mi ha raccontato in tutti questi anni una storia o un aneddoto avvenuto nel Tordinona, io mi dicevo: bisogna trascriverla, bisogna fargliela raccontare, non va dimenticata…. Invece non la facevo trascrivere e ora è dimenticata, scomparsa come sono scomparsi dalla Scena del Mondo molti dei protagonisti di quelle storie. Pochissimi sono i racconti che sono riuscito a farmi consegnare: sono preziosi e il troverete in questo volumetto. Una fonte UNICA di aneddoti avrebbe potuto essere il mio carissimo amico Aldo Nicolaj, amabilissimo fabulatore e testimone oculare dell’attivita del Teatro negli anni cinquanta e sessanta. Ma non gli ho fatto trascrivere quasi nulla se non il racconto di come è avvenuto il suo debutto come drammaturgo al Pirandello-Tordinona. Quel racconto delizioso lo potete leggere poche pagine più in là. Ora purtroppo Aldo ci ha lasciato, così come non c’è più un altro caro amico di cui c’è una testimonianza , Mario Ponchia e…torniamo alla nostra favola! “Il Pirandello era un Teatro gestito da una nana, un gobbo ed una zoppa. Si chiamavano Anna Lelio, Ennio Balbo e Dora Calindri...” Un giorno così iniziò uno dei suoi tanti racconti Aldo Nicolaj. Erano tre attori strepitosi e nel Teatro in quel periodo ospitavano artisti altrettanto importanti come Lamberto Picasso e Luigi Almirante. Ecco subito un aneddoto piccante. Sul palco si recitava un Pirandello. I protagonisti erano Ennio Balbo e Dora Calindri, compagni anche nella vita. Pare che lei avesse un amante, ed avendo lei una parte piuttosto piccola nello spettacolo, mentre Balbo faceva il protagonista, la Calindri 4
utilizzava le lunghe pause tra una sua sortita in scena e l’altra, uscendo su Via degli Acquasparta, dove all’angolo si incontrava in fugaci rendez vous con un suo innamorato. Replica dopo replica, a un certo punto, evidentemente Balbo aveva mangiato la foglia. Ed ecco cosa videro una sera gli spettatori.! Mentre il Balbo, protagonista pirandelliano, stava facendo un importante monologo, di colpo si interruppe e scappò fuori dal palco lasciando la scena vuota. Fece a due a due le scale d’ingresso e piombò sui due ignari amanti. Pare che quella sera gli applausi più sentiti e calorosi non arrivarono dagli spettatori in sala ma da quelli che si trovavano in strada… Sul palco del Tordinona/Pirandello,sempre in quegli anni, è impazzito Luigi Almirante. Grande attore della famiglia del fondatore del MSI. Il fatto avvenne mentre recitava una commedia di Aldo Nicolaj. Ha fatto solo il primo atto dello spettacolo e non c’è stato il secondo. Già prima dell’inizio dello spettacolo si poteva intuire che qualcosa non andava!. Mentre in camerino si stava cambiando raccontò al giovane Aldo Nicolaj una strana storia. “Oggi ho presi il treno e sono andato a farmi a barba a Viterbo. E’ molto conveniente, si risparmia 1 lira.! Lo farò altre volte, e lo consiglio anche a te…” Interruppe la recita ad un certo punto accusando il pubblico di avergli rubato una Collana preziosa di smeraldi e diamanti, che fino a pochi minuti prima, secondo lui, aveva portato al collo. Dopo quella sera non salì mai più su di un palcoscenico. ……………………………………………………. Renato Giordano |